XXXII Rapporto Congiunturale Cresme - Webinar 14 giugno 2022 SCOPRI DI PIU'


Congiunturale giugno 2022

 

COME GUERRA E PANDEMIA, IDEOLOGIA E POTERE, FINANZA E DEBITO, ENERGIA E RISORSE CAMBIANO IL MONDO E IL MERCATO DELLE COSTRUZIONI

L’inattesa guerra in Ucraina ha determinato un drammatico scenario nel sistema economico mondiale, europeo e italiano. Le incertezze a breve sulla situazione sono alte e preoccupanti. L’evolvere della guerra, l’impatto dell’inflazione, la revisione dei tassi di interesse delle banche centrali, la questione del debito e delle bolle speculative legate ai prezzi dell’energia, delle materie prime e delle commodities, lo scenario di revisione delle dipendenze energetiche nei prossimi anni, oltre a nuovi rischi legati alla pandemia, sono alcune delle grandi questioni sul tappeto.

Con la guerra prende però forza uno scenario più preoccupante, che accelera il carattere strutturale del cambiamento in atto in quella che Emanuel Wallerstein chiamava l’economia mondo, e che Giovanni Arrighi descriveva come la fase critica che accompagna l’affermarsi di “un nuovo ciclo sistemico di accumulazione” della storia. Occorre prendere atto che siamo di fronte a un nuovo confronto ideologico, economico e di potere che ridisegna non solo la leadership mondiale, ma le stesse regole della globalizzazione dei mercati, le strategie delle catene globali del valore, i flussi della speculazione finanziaria e il modello ‘vincente’ della società democratica occidentale come ideale universale, senza limiti di luogo e di tempo. I rischi sono altissimi.

 

Congiunturale giugno 2022Descrivere i megatrend che disegnano questo quadro, descrivere le loro diverse declinazioni, prefigurare quello che succederà è il difficile compito di ogni analisi previsionale, oggi più di prima costretta, pur occupandosi in forma specialistica del mercato costruzioni, a “guardarsi intorno”, interrogandosi sui grandi cambiamenti all’interno dei quali questo è inserito. È quello che si cercherà di fare con il XXXII Rapporto Congiunturale e Previsionale CRESME.

 

In questo difficile contesto il settore delle costruzioni italiano sta attraversando una grande, forse eccessiva fase di crescita. I numeri sono impressionanti, bastano due esempi: nel 2021 sono stati aggiudicati 41 miliardi di euro di lavori pubblici, il doppio della media del periodo precedente; il 60% in più del 2005, il picco degli anni duemila; ma solo nei primi tre mesi del 2022 gli importi di opere pubbliche messe in gara sono saliti a oltre 20 miliardi di euro. In tre mesi la metà di quanto messo in gara negli anni eccezionali 2019, 2020 e 2021. Per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione incentivati il 2021 si è chiuso superando i 66 miliardi di euro; la media annua dal 2013 al 2020 era stata di 28 miliardi di euro. Il 28% della eccezionale crescita economica italiana del 2021 è dovuta al settore delle costruzioni.

Questa situazione, apparentemente positiva, mostra al suo interno pesanti rischi; in primo luogo in termini di bilanci per le imprese serie. Come tutti stanno sperimentando la variazione dei prezzi delle materie prime e dell’energia è tale da mettere in discussione progetti e contratti già definiti. Una variazione prezzi derivante oltreché dal contesto internazionale anche dal rapporto di una domanda superiore all’offerta e dalla speculazione che si moltiplica lungo la lunga filiera delle costruzioni. Così le eccezionali risorse che hanno investito il mercato nel 2021 e che ancor più lo investiranno nel 2022, sia nei processi di ristrutturazione edilizia, sia nei programmi di opere pubbliche, se da un lato sono occasioni per un vero salto di scala nella qualità della dotazione di capitale fisso edilizio del paese, dall’altro mostrano le difficoltà dell’offerta nel rispondere alla domanda, in termini di imprese, occupati e materiali, oltre che di prezzo. Qualità del realizzato e tenuta del modello economico sono questioni sul tappeto che mettono a rischio anche la possibilità di rispettare i tempi stretti fissati dalle regole di spesa e dai contratti.

Se la recessione dovesse, come è possibile prevedere, arrivare in autunno, il quadro potrebbe diventare molto rapidamente assai difficile.

 

Nel rapporto di giugno proveremo a riflettere su questi temi, che troveranno poi ulteriore approfondimento nel XXXIII rapporto di novembre, momento in cui CRESME festeggerà anche i suoi 60 anni di attività di ricerca.

 

 

Congiunturale giugno 2022

 

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

PROGRAMMA (Qui il Pdf)

 

 

Prezzi1 dei Rapporti

 
    Base Socio
CRESME2
Solo XXXII Rapporto congiunturale e previsionale CRESME - Giugno 2022
"Il mercato delle costruzioni 2022-2026"
€ 1.500 € 1.000

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Costo dei due rapporti € 3.000  €  2.200
Memo: Costo singolo del XXXIII Rapporto congiunturale e previsionale di Novembre 2022 € 2.200  €  1.500

N.B. L’acquisto del Rapporto Congiunturale e Previsionale CRESME dà diritto a ricevere, nel formato Pdf protetto, il rapporto, con possibilità di fruizione per 3 dispositivi aziendali e dà inoltre diritto alla partecipazione ai convegni on line in webinar con 5 accessi. L’acquisto congiunto del Rapporto di Novembre, darà diritto oltre alle condizioni di accesso on line citate, anche a una partecipazione di persona al convegno se questo potrà essere organizzato (anche) in presenza.
Il Rapporto verrà inviato per mail entro il giorno successivo al convegno.

1I prezzi sono da intendersi esclusa Iva

2Per i Sottoscrittori CresmeLab e/o Soci Cresme Extra entrambi i convegni e i rapporti sono inclusi nell'associazione

 

 

 

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